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Ucraina: dati macroeconomici relativi al 2020 e prospettive per il 2021

 

Ucraina: dati macroeconomici relativi al 2020 e prospettive per il 2021

In base ai dati forniti dal Servizio Nazionale di Statistica UKRSTAT, l'economia ucraina nel 2020 ha registrato una diminuzione del PIL del 4%. Il dato, seppur negativo, segna una performance migliore rispetto a quanto previsto poiche’ , contrariamente a quanto avvenuto in molti altri Paesi, la pandemia ha avuto effetti meno disastrosi dato che le Aurorita’ ucraine hanno limitato al minimo necessario le misure di lockdown.

La produzione industriale e' calata del 4,5%, mentre gli investimenti, che gia' rappresentavano solo il 18 % del PIL, sono ulteriormente diminuiti del 22% nel 2020. L'inflazione e' stata pari al 6,2% mentre la disoccupazione e' leggermente aumentata al 9,3 %.

La moneta locale (grivna) si e' svalutata del 19% rispetto al Dollaro (attestandosi alla fine del 2020 intorno a 28 grivne per 1 dollaro) e del 31% rispetto all'Euro.

Il debito pubblico e’ cresciuto, attestandosi al 63% del PIL ed il rapporto deficit/PIL risulta al 5,2%.

La bilancia commerciale ha registrato un saldo negativo (-4,9 miliardi USD) con una riduzione piu' marcata delle importazioni (-11%) rispetto alle esportazioni ( -1,7%). I principali mercati per le esportazioni ucraine sono la Cina (14,5 %), la Polonia (6,7 %) e la Russia (5,5%), laddove l'Ucraina importa soprattutto dalla Cina (15,4%), dalla Germania (9,9%) e dalla Russia (8,4%).

Il maggior partner commerciale di Kiev risulta comunque l'UE, a conferma di una crescente integrazione dell'economia ucraina nello spazio economico europeo grazie alle opportunita' offerte dall'entrata in vigore dell'Accordo di Associazione e Libero Scambio tra l'UE e l'Ucraina nel 2017 con la liberalizzazione dei visti. La Cina si colloca in cima alla classifica dei Partner commerciali singoli del Paese con una crescita delle esportazioni ucraine verso Pechino del 98% nel 2020 rispetto all'anno precedente.

Sta altresi' diminuendo il gia' basso volume di investimenti diretti esteri (48,9 miliardi di USD di stock al settembre 2020, con una riduzione di 2,4 miliardi USD rispetto ai primi 9 mesi del 2019). Nonostante la crisi innescata dal COVID, le principali agenzie internazionali di rating hanno confermato la valutazione per l'Ucraina (Fitch B, Standard&Poor's B, Moody's B3). Anche l'OCSE ha effettuato di recente un upgrade dell'Ucraina nella categoria di rischio da 7 a 6 quale riconoscimento delle riforme approvate negli ultimi anni (da ultimo le riforme agraria, bancaria e sulla decentralizzazione, nonche' le nuovi leggi sul regime di concessioni ed attrazione degli investimenti stranieri) e dell'efficace politica monetaria condotta dalla Banca Nazionale dell'Ucraina, oltre che dei buoni risultati conseguiti nel controllo dei conti pubblici corrispondenti ad un Paese di rating B.

Il PIL ucraino nel 2020 (dati dell'Economist Intelligence Unit) e' stato pari a 150 miliardi di USD (153 miliardi di USD nel 2019), un volume che colloca il Paese in una fascia di reddito medio-basso al 58mo posto nella graduatoria mondiale (dati Banca Mondiale), al terzo posto tra i Paesi dell'Ex Unione Sovietica dopo Russia e Kazakhstan. Per quanto attiene al livello di PIL pro capite, Kiev si colloca solo al 150mo posto (dati Banca Mondiale). Va tuttavia evidenziato che tali statistiche non tengono del fenomeno esteso dell'economia sommersa.

Le previsioni del Governo indicano una buona ripresa dell'economia ucraina per il 2021 con una crescita stimata intorno al 4,6%.
In tale quadro, la principale incognita e’ rappresentata dall’incertezza della situazione sanitaria legata ai tempi della campagna di vaccinazione contro il COVID.

Vi e' poi l'incertezza rappresentata dalla decisione del FMI di sospendere momentaneamente la prevista erogazione della tranche da 700 milioni di USD dello Stand by Arrangement-SBA del valore di circa 5 miliardi di USD approvato nel giugno 2020 fino a quando non otterrà rassicurazioni da Kiev sul progresso nella realizzazione delle necessarie riforme, in particolare nei settori della giustizia ed energetico, nonche’ nella lotta alla corruzione.


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