{"id":509,"date":"2023-06-21T09:38:14","date_gmt":"2023-06-21T06:38:14","guid":{"rendered":"https:\/\/ambkiev.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2023\/06\/l-ucraina-dipende-totalmente-dall\/"},"modified":"2023-06-21T09:38:14","modified_gmt":"2023-06-21T06:38:14","slug":"l-ucraina-dipende-totalmente-dall","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambkiev.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2023\/06\/l-ucraina-dipende-totalmente-dall\/","title":{"rendered":"\u201cL\u2019Ucraina dipende totalmente dall\u2019estero, per questo la aiutiamo\u201d: conversazione dell\u2019Ambasciatore Zazo con \u201cLimes\u201d, la rivista italiana di geopolitica"},"content":{"rendered":"<p>\u2018L\u2019Ucraina dipende totalmente dall\u2019estero, per questo la aiutiamo\u2019<\/p>\n<p>Conversazione con Pier Francesco ZAZO, ambasciatore della Repubblica Italiana in Ucraina, a cura di Lucio CARACCIOLO e Giuseppe DE RUVO. Pubblicata sul numero \u201cLezioni ucraine\u201d della rivista \u201cLimes\u201d.<\/p>\n<p>LIMES Da quanto tempo \u00e8 in Ucraina?<\/p>\n<p>ZAZO Sono arrivato nel gennaio 2021, ma avevo gi\u00e0 lavorato in Ucraina circa vent\u2019anni fa. Sono stato anche quattro anni e mezzo in Russia, e queste esperienze mi hanno aiutato a comprendere quel che \u00e8 avvenuto nell\u2019ultimo anno. Il fatto che io parli russo, essendo tuttora la lingua veicolare dei paesi dell\u2019ex Urss \u00e8 stato sicuramente un ulteriore vantaggio. Tra il 1999 e il 2002 ho conosciuto l\u2019Ucraina di Ku0ma, che era all\u2019epoca un paese completamente spaccato in due, un territorio di faglia come ben decritto da Huntington nel suo classico Lo scontro delle civilt\u00e0. La parte occidentale, passata per il dominio austro-ungarico, polacco e lituano, aveva un tono sostanzialmente europeo, mentre le zone orientali del paese erano essenzialmente filorusse. Il fiume Dnepr segnava una vera e propria barriera culturale, che divideva il paese in due. Successivamente ho lavorato a Mosca, ma continuavo a seguire le vicende dell\u2019Ucraina, anche perch\u00e9 \u00e8 il paese originario di mia moglie. Quando sono tornato a Kiev nel 2021 ho trovato un paese completamente diverso. In questi vent\u2019anni si \u00e8 fortemente rafforzato il sentimento d\u2019identit\u00e0 nazionale. \u00c8 stata la prima cosa che ho notato. Certo, nel 2014 c\u2019\u00e8 stata la rivoluzione di Majdan, ma il sentimento patriottico si era gi\u00e0 gradualmente rafforzato durante questi trenta anni di indipendenza ed esisteva gi\u00e0 da prima del 24 febbraio 2022. Inoltre guardavo spesso i programmi televisivi russi e la loro assordante campagna di disinformazione notando al riguardo come la descrizione che davano dell\u2019Ucraina non corrispondesse a ci\u00f2 che percepivo nella mia vita quotidiana. Ad esempio, i programmi russi sostenevano che la popolazione ucraina fosse russofoba. Eppure, sia a Kiev sia visitando Kharkiv e Odessa, ho notato come in quelle zone la popola- zione e i governatori parlassero in russo senza particolari problemi. Certo, stavano iniziando a utilizzare l\u2019ucraino in misura maggiore, il paese stava andando verso una sorta di bilinguismo. Ciononostante, lo sviluppo dell\u2019identit\u00e0 nazionale era tangibile. Sono stato a Kharkiv e a Odessa poco prima dell\u2019invasione e ovviamente ho chiesto cosa si aspettassero e come avrebbero reagito. La risposta \u00e8 stata: \u00abCi difenderemo qualora attaccati\u00bb. Vent\u2019anni fa la risposta non sarebbe stata questa. C\u2019\u00e8 stato anche un cambio generazionale, ovviamente. Un\u2019altra accusa infondata mossa dai mezzi di informazione russi \u00e8 che l\u2019Ucraina sia un paese governato da nazisti nonostante alle ultime elezioni politiche i partiti di estrema destra avessero ottenuto meno del 2 % dei voti. Mi aveva colpito questo tentativo di falsare la realt\u00e0 equiparando automaticamente il nazionalismo ucraino al nazismo, per poi cos\u00ec poter giustificare la necessit\u00e0 di dover procedere alla russificazione del paese e cancellare la memoria nazionale ucraina.<\/p>\n<p>Oggi, i nostalgici dell\u2019Unione Sovietica sono soprattutto gli anziani. Se guardiamo i risultati delle elezioni del 2019, vediamo che i russofili hanno preso circa il 9%. I giovani non hanno alcuna nostalgia dell\u2019Urss. Il processo di desovietizzazione \u00e8 stato molto rapido: vent\u2019anni fa le strade a Kiev avevano nomi russi, oggi hanno tutte nomi ucraini. Ovviamente, dal 2014 in poi il processo di desovietizzazione ha conosciuto un\u2019accelerazione. L\u2019Ucraina ha scoperto il pluralismo politico e ha vis- suto due rivoluzioni, quella \u00abcolorata\u00bb del 2004 e quella di Majdan. Inoltre, l\u2019entrata in vigore dell\u2019accordo di associazione e libero scambio tra Kiev e Bruxelles (2017) con la liberalizzazione dei visti \u00e8 stato a mio avviso molto importante, insieme an- che alla nascita della Chiesa ortodossa autocefala d\u2019Ucraina (2018). Con il colpo di mano in Crimea e l\u2019apertura delle ostilit\u00e0 in Donbas Mosca ha definitivamente perso il cuore degli ucraini.<\/p>\n<p>LIMES Si immaginava l\u2019invasione? Come ha vissuto i giorni immediatamente precedenti?<\/p>\n<p>ZAZO Gli ucraini hanno sperato fino all\u2019ultimo che la Russia non invadesse. I giovani non volevano nemmeno pensarci. Alla fine i russi erano il \u00abpopolo fratello\u00bb. Certo, il timore cresceva, ma la maggioranza degli ucraini credeva che un\u2019eventuale aggressione russa si sarebbe limitata al Donbas, al massimo a Odessa. I Five Eyes, in particolare Stati Uniti e Regno Unito, ci avevano avvertito di quello che sarebbe avvenuto. Anche noi europei abbiamo sperato fino all\u2019ultimo di evitare l\u2019invasione. Tuttavia eravamo molto preoccupati e, in particolare, speravamo che la guerra non arrivasse a Kiev. Personalmente avevo delle brutte sensazioni, dovute ai messaggi di odio veicolati dalla tv russa \u2013 che parla alla pancia del paese \u2013 e, soprattutto, al discorso che Putin aveva tenuto nel luglio del 2021, e che ha ripetuto sostanzialmente identico prima dell\u2019invasione. Quel discorso verr\u00e0 studiato dagli storici. Sentire Putin dire che l\u2019Ucraina non esiste come Stato e che russi, bielorussi e ucraini sono un unico popolo \u00e8 stato per me un campanello d\u2019allarme.<\/p>\n<p>LIMES Molti suoi colleghi, in particolare gli inglesi e gli americani, avevano infatti riparato su Leopoli. C\u2019era l\u2019idea di mettere in campo una sorta di governo in esilio qualora Mosca fosse arrivata a Kiev?<\/p>\n<p>ZAZO Gli ucraini non sono stati molto contenti del fatto che le ambasciate britanniche e statunitensi si siano spostate a Leopoli. Abbiamo avuto diversi incontri con Zelens\u2019kyj e Kuleba, che hanno invece lodato l\u2019atteggiamento estremamente moderato ed equilibrato dei paesi dell\u2019Ue. Effettivamente gli americani e gli inglesi erano abbastanza convinti che l\u2019Ucraina non avrebbe retto l\u2019urto dell\u2019invasione. Tuttavia pensavano che la Russia non sarebbe riuscita a mantenere il controllo del paese. Speravano, in particolare attraverso la guerriglia urbana, di trasformare l\u2019Ucraina in una sorta di Afghanistan. Di certo nessuno si aspettava la straordinaria tenacia dimostrata dal popolo ucraino.<\/p>\n<p>LIMES Perch\u00e9 Putin si aspettava di essere accolto come un liberatore?<\/p>\n<p>ZAZO \u00c8 il problema delle dittature. Putin \u00e8 circondato da cortigiani che non sono in grado di contestare le sue decisioni e, quindi, si \u00e8 sentito dire quel che voleva sentirsi dire. C\u2019\u00e8 stato anche un gravissimo errore di interpretazione dei servizi russi e degli apparati. Guardando la tv russa, ho avuto infatti la sensazione che Mosca sia rimasta vittima della sua stessa sistematica campagna di disinformazione. Putin era sinceramente persuaso che gli abitanti russofoni dell\u2019Ucraina orientale e meridionale avrebbero accolto benevolmente i russi. Il presidente russo legge soprattutto i rapporti dei servizi e non usa il cellulare: non ha tante fonti d\u2019informa- zione. L\u2019errore \u00e8 stato illudersi che i russofoni fossero russofili. Come ho detto all\u2019inizio, in questi venti anni l\u2019Ucraina \u00e8 cambiata e si \u00e8 sviluppato un forte senti- mento d\u2019identit\u00e0 nazionale, anche tra coloro che parlano russo. Putin disprezza a tal punto gli ucraini da non aver minimamente immaginato che essi potessero maturare una propria identit\u00e0 nazionale. Ragiona ancora in termini di sfere d\u2019influenza. Per lui \u00e8 inconcepibile che un popolo voglia autodeterminarsi. Inoltre, i russi hanno da sempre un atteggiamento paternalistico verso gli ucraini, che non a caso sono definiti \u00abpiccoli russi\u00bb. Questo fatto mi ha sempre molto colpito. L\u2019Ucraina, in fin dei conti, era la seconda repubblica pi\u00f9 importante dell\u2019Unione Sovietica. Era il cuore dell\u2019apparato militare, industriale, spaziale e agricolo. Questo atteggia- mento di benevolo paternalismo ha portato la Russia a sottovalutare gli ucraini e a sopravvalutare s\u00e9 stessa.<\/p>\n<p>\u00c8 un modo di ragionare tipicamente moscovita: nella capitale russa si respira ancora un\u2019aria imperiale. Inoltre, bisogna sottolineare che la classe dirigente russa \u00e8 particolarmente anziana. La gerontocrazia ha impedito alla Russia di comprendere che l\u2019Ucraina \u00e8 cambiata. Pensano di essere ancora ai tempi dell\u2019Urss. \u00c8 una cosa che Zelens\u2019kyj ci ha detto spesso. Lui essendo russofono \u00e8 stato eletto con la pro- messa di migliorare i rapporti con la Russia e, nel suo primo anno di governo, ci ha effettivamente provato, tentando di instaurare un rapporto paritario con Putin. Il presidente russo non l\u2019ha mai permesso. L\u2019ha sempre guardato dall\u2019alto verso il basso, quasi con disprezzo. Per la nomenklatura russa era semplicemente inconcepibile impostare un rapporto paritario con un presidente che, fino a qualche anno prima, faceva il comico.<\/p>\n<p>LIMES Quando ha avuto l\u2019impressione che gli ucraini sarebbero riusciti quantomeno a contenere l\u2019invasione russa?<\/p>\n<p>ZAZO Ricorderete come, nei giorni precedenti alla guerra, gran parte della popolazione delle citt\u00e0 ucraine passasse le giornate a produrre bombe Molotov mostrando una feroce motivazione a difendere la propria libert\u00e0. In quel momento ho pensa- to che anche se i russi fossero entrati a Majdan non sarebbero riusciti a governare il paese. Inoltre, da un punto di vista quantitativo, centocinquantamila uomini non potevano essere sufficienti per mantenere il controllo sull\u2019Ucraina. I russi hanno tremendamente sottovalutato Kiev. Dirlo col senno di poi \u00e8 semplice, ma il piano russo era destinato al fallimento. Basta pensare che oggi i russi impegnano, nei vari fronti, pi\u00f9 del doppio dei soldati che erano entrati in Ucraina il 24 febbraio, ma continuano ad avere serie difficolt\u00e0. Sono passati quindici mesi: l\u2019attacco a Kiev \u00e8 fallito, quello su Kharkiv anche. Gli ucraini hanno ripreso Kherson, hanno riconquistato la regione di Kharkiv e i russi non sono riusciti neanche a privare l\u2019Ucraina dell\u2019accesso al Mar Nero. Anche l\u2019arma energetica \u00e8 ormai spuntata. Non sono nemmeno riusciti a imporre un black out totale sull\u2019Ucraina. Noi ci eravamo organizzati con i generatori, proprio perch\u00e9 pensavamo che la Russia avrebbe potuto far saltare l\u2019elettricit\u00e0 in tutto il paese, cos\u00ec da far scappare all\u2019estero milioni di persone provocando un nuovo esodo, che non c\u2019\u00e8 stato. Anche i sistemi di difesa aerea forniti dai paesi occidentali stanno funzionando meglio. Insomma, per la Russia \u00e8 stato un disastro completo sul piano militare.<\/p>\n<p>LIMES Quali sono le condizioni dell\u2019Ucraina dal punto di vista interno? Che danni ha sub\u00ecto e come pu\u00f2 essere ricostruita in tempi brevi?<\/p>\n<p>ZAZO Se le operazioni militari non hanno avuto successo, bisogna dire che la Russia \u00e8 riuscita invece a distruggere l\u2019economia ucraina, che dipende ormai intera- mente dagli aiuti internazionali, siano questi provenienti dagli americani, dagli istituti finanziari internazionali o dalla stessa Unione Europea, che contribuisce con 18 miliardi annui. Ci sono otto milioni di rifugiati all\u2019estero e sei milioni di sfollati interni. Ci\u00f2 insiste su una strutturale crisi demografica: prima della guerra l\u2019Ucraina aveva circa 40 milioni di abitanti, oggi \u2013 anche se \u00e8 difficile fare una stima \u2013 sono forse 30 milioni scarsi. Camminando per Kiev, si vede chiaramente che sono rima- sti soprattutto uomini. Di donne e bambini ce ne sono ancora pochi. Il paese ha subito danni enormi, soprattutto a livello infrastrutturale. Tuttavia, mi ha molto colpito il fatto che la pubblica amministrazione non sia mai crollata, cos\u00ec come il sistema bancario, ferroviario e informatico. Anche nei giorni peggiori siamo riusciti ad avere un contatto continuo con il ministero degli Esteri ucraino. Magari non ci rispondevano subito, ma richiamavano. \u00c8 innegabile per\u00f2 che il paese \u2013 pur avendo indubbie potenzialit\u00e0 in particolare nei settori agroindustriale, minerario, energetico, metallurgico, militare, aerospaziale, nucleare e digitale, potendo inoltre contare sul vantaggio di una forza lavoro istruita \u2013 sia al momento in grande difficolt\u00e0. Per questo deve provare in ogni modo a entrare nell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>LIMES Data la situazione economicamente disastrosa, la guerra \u00e8 sostenibile per Kiev? All\u2019Ucraina conviene andarsi a riprendere il Donbas, dove sono rimasti quasi solo i filorussi?<\/p>\n<p>ZAZO Il problema \u00e8 che \u00e8 venuta meno qualsiasi fiducia nei confronti dei russi. Gli ucraini credono che il congelamento del conflitto non possa avvenire poich\u00e9 ritengono che il Cremlino rispetti solo il linguaggio della forza, non rispetti gli accordi e ricorra sistematicamente alla menzogna promuovendo narrazioni false. Putin \u00e8 influenzato dalla visione fondamentalista e manichea del Russkj Mir, basata su un\u2019asserita superiorit\u00e0 morale e spirituale nei confronti dell\u2019Occidente, considerato materialista, corrotto e decadente e che nega soprattutto qualsiasi legittimit\u00e0 all\u2019esistenza di uno Stato ucraino separato dalla madrepatria russa. Ci\u00f2 sulla base dell\u2019assioma per cui il mondo russo ha un centro politico (Mosca), un centro spirituale (Kiev), una comune lingua russa e un\u2019unica Chiesa ortodossa. Finch\u00e9 ci sar\u00e0 Putin, che si sente investito del ruolo messianico di restituire alla Russia il rango di potenza imperiale, gli ucraini non si sentiranno sicuri. Certo, \u00e8 del tutto evidente che Kiev fa affidamento sugli aiuti finanziari e militari dell\u2019Occidente. L\u2019ultima visita di Zelens\u2019kyj in Europa sembra essere andata anche piuttosto bene. Quella sul Donbas \u00e8 una bella domanda. Bisogna tenere distinto ci\u00f2 che gli ucraini dicono in pubblico da ci\u00f2 che effettivamente pensano. Dopo Bucha e Mariupol, nell\u2019opinione pubblica ucraina \u00e8 subentrato un forte sentimento di odio verso i russi. Quindi \u00e8 normale che Zelens\u2019kyj parli di recupero integrale dei territori occupati dalla Russia con un ritorno alle frontiere del 2014.<\/p>\n<p>LIMES C\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 che dopo questa guerra l\u2019Ucraina diventi una democrazia liberale di stampo occidentale?<\/p>\n<p>ZAZO L\u2019Ucraina \u00e8 a met\u00e0 strada. In questi trent\u2019anni ha fatto senza dubbio dei gran- di passi avanti. Agli ucraini va riconosciuto lo straordinario merito di apprezzare il pluralismo, la democrazia e la libert\u00e0 e di combattere una guerra pagando un pe- sante tributo di sangue per la difesa di tali valori contro la grave minaccia rappresentata dalle autocrazie. Devono tuttavia continuare a proseguire sulla strada delle riforme e fare ulteriori progressi nel rafforzamento dello Stato di diritto e della lotta alla corruzione. Personalmente sono fiducioso, vedo nei giovani tanta voglia e forza di cambiamento. Stanno inoltre riemergendo le forze profonde della storia. L\u2019Ucraina sta riscoprendo il passato cosacco con il suo spirito libertario e individua- lista. Il rafforzamento dello Stato di diritto, considerato la madre di tutte le riforme, non \u00e8 certamente un passaggio facile e avverr\u00e0 gradualmente. L\u2019Ucraina ha i problemi tipici degli Stati dell\u2019Europa orientale la cui storia, e non mi riferisco solo al passato sovietico, \u00e8 sempre stata caratterizzata da un\u2019assenza del sistema di contrappesi tra poteri, da una magistratura debole subordinata al potere esecutivo, ti- pica espressione dei regimi autoritari, con i servizi che hanno ancora un\u2019eccessiva competenza in materia di indagini preliminari e attivit\u00e0 ispettive in ambito economico. Da un punto di vista normativo andranno maggiormente allineati a quelli dei servizi occidentali. Il momento sembra favorevole poich\u00e9 abbiamo notato un incoraggiante rafforzamento dell\u2019influenza della societ\u00e0 civile, insieme al forte ridimensionamento del potere degli oligarchi. Molti di questi sono scappati dall\u2019estero, altri hanno sub\u00ecto forti perdite a causa della guerra e dei loro forti legami con Mosca nei settori energetici e minerario . Gli ucraini hanno dunque una grande occasione. La Commissione europea dovr\u00e0 giudicare se l\u2019Ucraina \u00e8 in grado di avviare i nego- ziati di adesione entro la fine dell\u2019anno. Ci sono sette raccomandazioni fatte dall\u2019Ue. Una riguarda proprio lo Stato di diritto. Devo dire che, nonostante la guerra, gli ucraini stanno continuando a fare un grande sforzo nell\u2019attuazione delle riforme. \u00c8 in corso una procedura di selezione e ricambio nella magistratura ispirantesi a criteri di meritocrazia e trasparenza ed \u00e8 stato recentemente arrestato il presidente della Corte suprema. Il fatto che il governo stia inviando dei chiari messaggi volti a mostrare che non c\u2019\u00e8 impunit\u00e0, anche ai livelli pi\u00f9 elevati, \u00e8 un segnale per noi positivo. Zelens\u2019kyj non pu\u00f2 fare diversamente con tutti gli aiuti che sta ricevendo. La vera sfida \u00e8 rafforzare lo Stato di diritto, anche perch\u00e9 senza di esso non arriveranno gli investimenti stranieri necessari alla ricostruzione del paese.<\/p>\n<p>LIMES Perch\u00e9 il governo di Kiev promulga leggi che criminalizzano le opinioni difformi, come ad esempio quella sul \u00abrafforzamento della responsabilit\u00e0 penale per la produzione e la distribuzione di prodotti informativi vietati\u00bb, con pene di diversi anni di carcere?<\/p>\n<p>ZAZO Bisogna tenere presente che partiamo da un contesto di guerra. Se parliamo di libert\u00e0 di stampa, certamente la Russia \u00e8 messa infinitamente peggio dell\u2019Ucraina, anche se alle volte i servizi di Kiev tendono a essere troppo zelanti nell\u2019applicare la normativa sulla sicurezza nazionale. Ma parliamo pur sempre di un paese in guerra alle prese con un aggressore, la Russia, che ha fatto proprio della disinformazione una delle sue armi preferite. Non siamo ancora ai livelli dei paesi dell\u2019Europa occidentale, ma la nuova legge sui media \u00e8 stata valutata favorevolmente dagli osservatori internazionali poich\u00e9 \u00e8 allineata con la normativa europea. Vi \u00e8 dunque un miglioramento. Gli ucraini, ad esempio, hanno libero accesso a Internet. Per quanto riguarda la legge da lei citata, penso che vada monitorata soprattutto dopo che terminer\u00e0 la guerra. Su un piano generale va evidenziato che l\u2019opinione pubblica \u00e8 oggi particolarmente polarizzata, compatta, molto nazionali- sta e antirussa. Rimango comunque fiducioso che l\u2019Ucraina abbia imboccato la strada giusta, anche se andr\u00e0 ovviamente prestata grande attenzione ai futuri progressi che verranno conseguiti dal paese nel rafforzamento dello Stato di diritto.<\/p>\n<p>LIMES L\u2019Ucraina entrer\u00e0 nella Nato?<\/p>\n<p>ZAZO Secondo Kiev l\u2019articolo 5 del Patto Atlantico rappresenta l\u2019unico vero credibile deterrente nel lungo periodo. Gli ucraini sperano di ottenere una roadmap indicante le tappe di una futura adesione alla Nato. Hanno avuto la brutta esperienza del memorandum di Budapest e degli accordi di Minsk. Uno dei punti del piano di pace ucraino \u00e8 che ci sia la garanzia della sicurezza dell\u2019Ucraina grazie a paesi terzi. Di fatto, c\u2019\u00e8 gi\u00e0 un rapporto di collaborazione molto stretto tra la Nato e Kiev. Il tema \u00e8 comunque divisivo tra gli Stati membri. \u00c8 soprattutto prematuro da affrontare dato che l\u2019Ucraina \u00e8 in guerra. L\u2019Ucraina si aspetta molto dal prossimo vertice Nato di Vilnius. Certamente pi\u00f9 che una semplice conferma della politica della porta aperta nei suoi confronti da parte dell\u2019Alleanza Atlantica e della promessa di un ulteriore rafforzamento del partenariato. Ma sar\u00e0 difficile. Si \u00e8 comunque riunita, nonostante il veto dell\u2019Ungheria, la Commissione Nato-Ucraina, comunque un fatto rilevante. Inoltre \u00e8 stato ulteriormente rafforzato il pacchetto di assistenza militare. Di certo dei futuri rapporti tra Nato e Ucraina si continuer\u00e0 a parlare soprattutto a guerra finita. Gli ucraini pensano che a un certo punto saranno gli altri membri dell\u2019Alleanza a volerli nella Nato. Del resto quello di Kiev \u00e8 l\u2019unico esercito europeo in grado di padroneggiare l\u2019uso di decine di sistemi d\u2019arma sia occidentali sia sovietiche, oltre a essere l\u2019unico ad aver combattuto una guerra su larga scala. Per quanto riguarda l\u2019ingresso nell\u2019Ue, gli ucraini sono molto pi\u00f9 fiduciosi. Sono molto grati all\u2019Italia che, con il presidente Draghi e poi con il presidente Meloni, ha riconosciuto e perorato le aspirazioni europee dell\u2019Ucraina, sviluppando una decisi- va opera di convincimento verso Francia e soprattutto Germania nel riconoscimento a Kiev dello status di paese candidato all\u2019Ue. Confidano pertanto che l\u2019Italia possa svolgere un ruolo profilato nel facilitare un rapido avvio dei negoziati di adesione di Kiev all\u2019Unione Europea. Pensano di poter iniziare i negoziati di adesione, ma sono comunque consapevoli che essi avranno tempi lunghi e che non ci saranno alternative al prosieguo delle necessarie riforme strutturali. Hanno inoltre puntualizzato che non intendono \u00absaltare la fila\u00bb. Sanno che ci sono anche i paesi balcanici che sono in attesa da anni di poter avviare i negoziati di adesione all\u2019Ue.<\/p>\n<p>LIMES Che ne pensa dell\u2019incursione di milizie filo-ucraine a Belgorod, in Russia? L\u2019Ucraina cercher\u00e0 di prendere dei pezzi di Federazione Russa a fini negoziali?<\/p>\n<p>ZAZO Gli ucraini sono molto bravi a prendere di sorpresa i russi, ma credo che siano sostanzialmente mosse diversive. Non penso che abbiano alcuna intenzione di occupare parti di Russia. Per Kiev la vittoria consiste nella liberazione dei territori occupati. Sanno perfettamente che gli armamenti che ricevono non devono essere usati per attaccare in territorio russo. Anche perch\u00e9 altrimenti smetterebbero di riceverli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u2018L\u2019Ucraina dipende totalmente dall\u2019estero, per questo la aiutiamo\u2019 Conversazione con Pier Francesco ZAZO, ambasciatore della Repubblica Italiana in Ucraina, a cura di Lucio CARACCIOLO e Giuseppe DE RUVO. Pubblicata sul numero \u201cLezioni ucraine\u201d della rivista \u201cLimes\u201d. LIMES Da quanto tempo \u00e8 in Ucraina? 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