Gentili Autorità ucraine ed Ospiti, cari connazionali,
è per me un grande onore celebrare qui con voi a Kiev la Festa della Repubblica.
Oggi celebriamo il 79esimo anniversario del referendum con cui il popolo italiano, uscito dalla tragedia della dittatura e della guerra, scelse la forma repubblicana per il nostro Stato democratico.
Festeggiamo la nostra Nazione in corrispondenza di quella scelta, perché la volontà liberamente espressa da un popolo orienta il corso della sua storia e merita rispetto per sempre.
Consentitemi quindi in questo senso di richiamare il referendum con cui, il 1 dicembre 1991, i cittadini ucraini confermarono la dichiarazione di indipendenza dall’Unione Sovietica adottata dal Parlamento di Kiev l’agosto precedente, e lo fecero attraverso una maggioranza schiacciante in tutte le Regioni ucraine, comprese quelle attualmente sotto occupazione russa.
Nutriamo tutti una profonda ammirazione per lo straordinario coraggio con cui il popolo ucraino, vittima di un’aggressione brutale ed ingiusta, continua a combattere una dura battaglia non solo per l’indipendenza e la sovranità conquistate nel 1991, ma anche per la difesa dei valori europei e occidentali di libertà, pluralismo e democrazia, nonché per la sicurezza del nostro continente.
Sin dal primo giorno di aggressione russa su vasta scala, l’Italia è stata a fianco del vostro Paese nella sua veste di membro responsabile dell’Unione Europea, del G7 e dell’Alleanza Atlantica.
Continuiamo e continueremo ad assicurare il nostro sostegno a 360 gradi all’Ucraina in campo politico, economico, militare ed umanitario, e seguiteremo ad applicare in maniera rigorosa le sanzioni contro la Russia.
Insieme ai nostri Partner, lavoriamo attivamente per una pace giusta e duratura e auspichiamo che tutti i Paesi del mondo possano fornire un contributo costruttivo a questo processo.
Siamo uno dei Paesi fondatori dell’Unione Europea, e proprio oggi ricorrono i 70 anni dalla Conferenza di Messina, tappa determinante nella costruzione della nostra casa comune.
L’impegno dell’Italia per facilitare l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione è meticoloso e costante, e lavoriamo alacremente per consentire quanto prima l’apertura dei “cluster” dei negoziati di accesso per l’Ucraina.
Riponiamo grande fiducia nel futuro dell’Ucraina e intendiamo, anche grazie all’eccellenza dell’imprenditoria e della produzione italiane, svolgere un ruolo di primo piano negli sforzi di ricostruzione economica.
Un orientamento che verrà riaffermato alla Conferenza per la Ricostruzione dell’Ucraina che organizzeremo a Roma il mese prossimo, tappa finale di un percorso ideato congiuntamente da Italia e Ucraina e che ha visto la partecipazione del settore privato, della società civile, delle istituzioni europee e degli enti locali.
Un esercizio complesso e articolato che coinvolge tutte le componenti nazionali e internazionali in grado di fornire, a partire da oggi, un contributo effettivo alla capacità del Paese di dispiegare tutto il suo straordinario potenziale per il rilancio del Paese.
Per questa notte sulla Madre Patria di Kiev sventola il tricolore italiano: sullo scudo retto da questa rappresentazione della forza ucraina brillano i tre colori “che fremer fanno / chi ancor s’ostina ad essere tiranno”, come cantava il poeta Domenico Carbone. Un simbolo suggestivo del comune attaccamento alla libertà dei nostri due popoli.
Intendo rivolgere un ringraziamento a tutti voi per essere presenti oggi, ai nostri amici ucraini per assicurarci la loro costante collaborazione, ai connazionali che vivono e operano nel Paese per tenere alto il nome dell’Italia anche in questa congiuntura così difficile.
Un sentito pensiero di gratitudine va a tutti gli sponsor che hanno reso possibili le celebrazioni di oggi.
Si compie a breve il primo anno della mia missione in Ucraina, dove mi sono trasferito con mia moglie Monica.
Insieme abbiamo conosciuto questo splendido Paese e ogni giorno rimaniamo non solo incantati dalla sua affascinante e variegata cultura, ma soprattutto ispirati dalla forza e dalla resistenza di voi ucraini, dalla vostra capacità di mantenere coraggio, unità e dignità in un contesto drammatico.
A tutti voi va il nostro più profondo rispetto, oltre alla nostra solidarietà e ai migliori auguri per un futuro di pace che ambiamo a costruire insieme.